Visitare Serrone | Turismo in Umbria, Appennino folignate - Guida77
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Serrone

Tradizione e prestigio

Appena superato l’abitato di Casenove, all’inizio della SS. Sellanese, si incontra il villaggio di Serrone, articolato in piccoli agglomerati, che segnano l’andamento della strada e si estendono sul colle che la sovrasta, dove, sopra uno sperone roccioso, sono ben visibili i ruderi di un castello posto a controllo della viabilità, popolarmente detto della Duchessa.

Palazzo Bolognini

 

Documentata fin dal 1082 come pertinenza dell’Abbazia di Santa Croce di Sassovivo, la piccola comunità di Serrone conserva numerosi e autorevoli segni della sua storia. La nobile residenza dei Bolognini –il Palazzo– posta proprio lungo la via maestra del paese, divenne luogo di ritiro dal mondo della nobildonna Ersilia Foschi sposa di Giovanni Battista Bolognini, che visse in una piccola e spoglia appendice annessa al palazzo di famiglia conducendo una vita di penitenza e di preghiera e operando numerose guarigioni nella popolazione della valle. La cappella del palazzo che si affaccia proprio sulla strada conserva un affresco con la Madonna di Loreto in volo sulla sua casa trasportata dagli angeli. Poco oltre la chiesa parrocchiale, sul muro esterno di una casa è rappresentato lo stesso tema della Madonna trasportata dagli angeli, confermando la profonda e diffusa devozione del luogo per la Madonna di Loreto

Nella chiesa parrocchiale, al centro del paese, dedicata alla Madonna Assunta, oltre a un prezioso crocifisso e ad una interessante pala d’altare con l’Assunzione della Vergine, è stato conservato per secoli (oggi al Museo diocesano di Foligno) il famoso dipinto della Bottega di San Giuseppe (1617-1628) di un artista caravaggesco fiammingo (la definizione è di Bruno Toscano, Ricerche in Umbria 2) definito come Maestro di Serrone, dove Gesù fanciullo incrocia due asticelle, prefigurando la propria missione salvifica, sotto lo sguardo pensoso di Giuseppe e quello preoccupato di Maria. La scena, ambientata in una bottega di falegname sapientemente descritta in ogni particolare, potrebbe riferirsi ad uno dei luoghi di lavoro presenti a Serrone, dove si lavorava abilmente il legno, abbondante per i tanti boschi, e si producevano anche carri agricoli. Nella chiesa oggi è esposta la copia artistica del dipinto.